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State Street Global Advisors: i venti favorevoli strutturali potrebbero compensare i venti contrari tattici, il prezzo dell’oro potrebbe salire a 5.500 dollari nel primo trimestre del 2027State Street Global Advisors ha evidenziato nel suo ultimo "Rapporto mensile sul monitoraggio dell'oro" che, nonostante fattori a breve termine come rendimenti elevati, la forza del dollaro e la minaccia di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve esercitino una pressione sul mercato, esistono fattori strutturali di supporto — tra cui la domanda delle banche centrali asiatiche e la diversificazione derivante dall'elevata correlazione tra azioni e obbligazioni — che potrebbero spingere il prezzo dell'oro fino a 5.500 dollari per oncia entro marzo 2027.A livello tattico, il costo opportunità e la pressione del dollaro sul mercato dell’oro sono stati rilevanti a giugno. L’oro spot ha registrato un calo dell’11,7% nel mese, testando più volte il supporto a 4.000 dollari; l’argento è sceso del 22,2% e le materie prime del 9,2%. Gli ETF sull’oro quotati negli Stati Uniti hanno subito riscatti per circa 5,3 miliardi di dollari nel mese, dopo una situazione di relativa stabilità nei flussi in aprile e maggio. Le aspettative di mercato sono passate dalle 2-3 riduzioni dei tassi previste a febbraio, a circa 1,5 rialzi attesi ora.Dal punto di vista strutturale, nel primo semestre 2026 il debito globale dovrebbe salire a 353 mila miliardi di dollari, con il debito pubblico vicino ai massimi storici; politiche fiscali espansive e shock inflazionistici sosterranno la domanda di oro come copertura valutaria. La correlazione tra azioni e obbligazioni resta superiore ai livelli storici, aumentando l’importanza dell’oro come strumento di diversificazione dei portafogli. Il peso dell’oro nei fondi gestiti e negli ETF a livello globale è ancora inferiore all’1%, ben al di sotto della fascia strategica raccomandata del 3-10%.Dal lato della domanda fisica, la domanda di oro da parte degli investitori retail cinesi e delle banche centrali dei mercati emergenti rimane forte. Dallo scoppio del conflitto in Iran, le importazioni retail cinesi sono aumentate considerevolmente e i premi locali sono saliti, segnalando una tensione sui fondamentali di domanda e offerta interni. State Street ritiene che un possibile cambio di orientamento restrittivo da parte della Federal Reserve non altererà le dinamiche strutturali di lungo periodo del mercato dell’oro.State Street fornisce tre scenari di previsione: nello scenario base (probabilità 70%), il prezzo dell’oro nei prossimi 6-9 mesi dovrebbe mantenersi nell’intervallo tra 4.750 e 5.500 dollari; se i fattori contrari tattici dovessero persistere (probabilità 25%), il prezzo potrebbe consolidarsi tra 4.000 e 4.750 dollari; nello scenario rialzista (probabilità 5%), il prezzo dell’oro potrebbe salire tra 5.500 e 6.250 dollari. Si segnala un forte supporto tra 3.750 e 4.000 dollari, mentre la realizzazione di prezzi tra 5.500 e 6.250 dollari appare poco probabile senza cambiamenti significativi nello scenario macroeconomico.