Notizie
Rimani aggiornato sulle ultime tendenze crypto grazie alla nostra copertura esperta e dettagliata.



Flash
14:48
La BIS avverte che le stablecoin potrebbero compromettere la stabilità finanziaria globale• La BIS afferma che le stablecoin rischiano di frammentare il sistema finanziario globale. • I funzionari avvertono che i token ancorati al dollaro potrebbero indebolire la sovranità monetaria. • L’istituzione sta promuovendo Project Agorá come quadro alternativo. La Bank for International Settlements (BIS) ha intensificato le sue critiche verso le stablecoin private, avvertendo che potrebbero frammentare il sistema monetario globale e creare nuovi rischi per la stabilità finanziaria. Nel Rapporto Economico Annuale 2026, l’istituzione sostiene che le valute digitali emesse privatamente non possono garantire le caratteristiche fondamentali del denaro sovrano e promuove invece un’infrastruttura unificata di pagamenti tokenizzati basata su banche centrali e banche commerciali regolamentate. La BIS mette in dubbio la capacità delle stablecoin di funzionare come moneta L’istituzione con sede a Basilea sostiene che le stablecoin non soddisfano una delle caratteristiche fondamentali dei moderni sistemi monetari: la “unicità del denaro”. Nell’attuale sistema finanziario, un’unità di valuta sovrana mantiene lo stesso valore sia se detenuta come denaro della banca centrale, deposito bancario commerciale o contante fisico. Secondo la BIS, le stablecoin emesse privatamente non possono garantire costantemente questa proprietà perché possono essere scambiate sopra o sotto il loro ancoraggio previsto durante periodi di stress di mercato. Il rapporto osserva che le stablecoin operano su più blockchain pubbliche che spesso sono isolate l’una dall’altra. Piuttosto che creare una rete di pagamenti unificata, questa struttura dà luogo a ecosistemi digitali separati, o come la BIS li definisce “giardini recintati”, dove liquidità, utenti e applicazioni rimangono frammentati tra registri in competizione. I funzionari sostengono che questa mancanza di interoperabilità limita la concorrenza, riduce l’efficienza dei pagamenti e rende più complessi i regolamenti transfrontalieri. La BIS avverte inoltre che i riscatti su larga scala di stablecoin potrebbero costringere gli emittenti a liquidare le riserve, inclusi i titoli di Stato statunitensi, creando pressioni più ampie nei mercati monetari tradizionali attraverso vendite rapide di asset durante periodi di instabilità finanziaria. I token ancorati al dollaro sollevano questioni di sovranità Un’altra importante preoccupazione sottolineata nel rapporto è la crescente adozione di stablecoin ancorate al dollaro USA nelle economie emergenti e in via di sviluppo. La BIS osserva che famiglie e imprese in Paesi che vivono un’elevata inflazione o valute domestiche volatili utilizzano sempre più stablecoin ancorate al dollaro per preservare il potere d’acquisto e facilitare le transazioni internazionali. Sebbene questa tendenza possa offrire benefici finanziari di breve periodo agli utenti, l’istituzione sostiene che un’adozione diffusa potrebbe ridurre l’efficacia della politica monetaria nazionale spostando risparmi e pagamenti lontano dalle valute locali. Secondo il rapporto, l’ulteriore espansione delle stablecoin ancorate al dollaro potrebbe accelerare la digital dollarisation, rimodellare i flussi di capitale internazionali e aumentare la volatilità dei tassi di cambio, indebolendo infine la capacità delle banche centrali di gestire l’inflazione e sostenere la stabilità economica. Project Agorá offre un modello alternativo Invece di opporsi alla tokenizzazione in sé, la BIS propone di integrare la tecnologia blockchain nell’attuale sistema finanziario tramite Project Agorá. L’iniziativa riunisce otto banche centrali e oltre 40 istituzioni finanziarie commerciali regolamentate per sviluppare un registro unificato capace di supportare pagamenti programmabili e regolamenti transfrontalieri continui. Nell’ambito del quadro proposto, le riserve tokenizzate delle banche centrali fungerebbero da base per il regolamento, mentre le banche commerciali emetterebbero depositi tokenizzati completamente intercambiabili con il denaro sovrano. La BIS sostiene che questa struttura preserva l’attuale sistema bancario a due livelli, fornendo allo stesso tempo molti dei vantaggi tecnologici associati alla blockchain, come regolamenti più rapidi, programmabilità e operatività 24 ore su 24. A differenza delle stablecoin private in circolazione su pubbliche blockchain separate, il registro unificato è progettato per offrire un’infrastruttura di regolamento comune in cui differenti istituzioni finanziarie possano effettuare transazioni senza soluzione di continuità. I regolatori chiedono regole globali coordinate Il rapporto arriva insieme a rinnovate richieste di coordinamento normativo internazionale. All’inizio di questa settimana, il Financial Stability Institute della BIS ha esortato i policymaker ad accelerare i lavori su standard globali comuni per le stablecoin, avvertendo che regolamentazioni nazionali frammentate potrebbero incentivare l’arbitraggio normativo e approfondire la frammentazione finanziaria. L’istituzione sostiene che quadri normativi incoerenti renderebbero più difficile la supervisione transfrontaliera, consentendo agli emittenti di stablecoin di operare secondo standard diversi nelle varie giurisdizioni. Il rapporto sottolinea una crescente spaccatura nell’elaborazione delle politiche a livello globale. Mentre diverse giurisdizioni, tra cui gli Stati Uniti, hanno accolto le stablecoin private regolamentate come parte delle proprie strategie sugli asset digitali, la BIS continua a sostenere depositi bancari commerciali tokenizzati e garantiti da denaro della banca centrale come base per i futuri pagamenti digitali. Man mano che i governi definiscono la prossima generazione di infrastrutture finanziarie, il dibattito si sta ampliando oltre la tecnologia, coinvolgendo temi più ampi come la sovranità monetaria, la stabilità sistemica e chi debba, in definitiva, controllare l’emissione di moneta digitale.
14:05
Stratega di Wells Fargo: i crescenti rischi di intervento suggeriscono uno short tattico su USD/JPYGli strateghi di Wells Fargo sottolineano che il contesto macroeconomico è sempre più favorevole affinché le autorità giapponesi adottino misure di intervento a sostegno dello yen, raccomandando una posizione corta tattica su USD/JPY nelle prossime settimane. "L'attuale contesto di mercato è piuttosto interessante, con gli Stati Uniti che si avvicinano alle festività e con le posizioni lunghe su USD/JPY eccessivamente affollate. Inoltre, le recenti interazioni tra funzionari statunitensi e giapponesi indicano che il Ministero delle Finanze e la Banca del Giappone hanno ricevuto il via libera per intervenire," ha scritto giovedì Erik Nelson, macro stratega di Wells Fargo. Wells Fargo consiglia di vendere USD/JPY con un target di 155,80 e uno stop-loss a 163,20. Affinché il dollaro si rafforzi ulteriormente, "la Fed dovrebbe alzare i tassi a luglio, cosa che riteniamo una soglia molto elevata," ha affermato Nelson. (Bloomberg)
14:04
Gli strateghi di Wells Fargo consigliano una posizione short tattica sul dollaro statunitense contro lo yen, con un obiettivo a 155,80.Secondo quanto riportato da Bloomberg, gli analisti di Wells Fargo consigliano di adottare una posizione short tattica sul dollaro contro lo yen nelle prossime settimane, con un obiettivo fissato a 155,80 e uno stop loss a 163,20. Erik Nelson, macro strategist di Wells Fargo, ha dichiarato che il rischio di intervento delle autorità giapponesi è in aumento e che la soglia per un aumento dei tassi della Federal Reserve a luglio è estremamente elevata.
In tendenza
AltroLa BIS avverte che le stablecoin potrebbero compromettere la stabilità finanziaria globale
Aggiornamento dei livelli di supporto e resistenza del mercato USA del 2 luglio: supporti e resistenze per 18 strumenti (oro, argento, platino, palladio, petrolio, gas naturale, rame e le dieci principali coppie di valute)
Notizie


