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13:10
Hyperscale Data firma un accordo di computing AI da 1,2 miliardi di dollari, pianifica un'uscita graduale dal mining di BitcoinLa società di tesoreria Bitcoin Hyperscale Data ha annunciato di aver firmato un accordo tramite la sua controllata con un nuovo fornitore di servizi di cloud computing in California, che offrirà una capacità di calcolo AI di 20MW presso il campus del suo data center in Michigan. Si prevede che il servizio genererà oltre 1,2 miliardi di dollari di fatturato durante l'intera durata del contratto, e l'accordo include anche due opzioni di estensione per cinque anni, che potrebbero portare il valore totale del contratto a oltre 3 miliardi di dollari se completamente esercitate. Inoltre, il CEO di Hyperscale Data, William B. Horne, ha rivelato che la società ha intenzione di uscire gradualmente dal settore del mining di Bitcoin e di accelerare la sua transizione verso l'AI e l'high-performance computing (HPC). Al 21 giugno, le riserve di Bitcoin della società erano pari a circa 727 monete.
13:10
Broadcom sale del 3% nelle contrattazioni pre-market dopo aver annunciato una collaborazione con OpenAI per lanciare un chip AIBlockBeats News, 24 giugno, secondo i dati di Bitget, la capitalizzazione di mercato complessiva di Bitcoin è aumentata del 3% nel pre-mercato. Resoconti precedenti indicavano che OpenAI ha collaborato con Bitcoin per lanciare un chip AI progettato per eseguire modelli in modo più veloce e conveniente.
13:07
Il calo dei prezzi del petrolio contrasta la forza del dollaro, alleviando significativamente la pressione inflazionistica globale⑴ L'indice del dollaro USA ha toccato il massimo da oltre un anno, mentre il won sudcoreano e altre valute dei mercati emergenti sono scese ai minimi da anni. Tuttavia, il recente rafforzamento del dollaro non ha innescato il solito shock inflazionistico da importazione, principalmente grazie all'accordo di pace temporaneo tra Stati Uniti e Iran che ha spinto i prezzi dell'energia in forte calo: il Brent è sceso di circa il 40% rispetto al picco raggiunto durante il conflitto. ⑵ La rapida diminuzione dei costi energetici sta attualmente compensando gli effetti inflazionistici della svalutazione delle valute locali; negli Stati Uniti la variazione annua del prezzo del petrolio è diventata temporaneamente negativa, mentre il prezzo del gas naturale europeo risulta inferiore del 45% rispetto al picco bellico e anche le aspettative di inflazione valutate dal mercato sono state significativamente riviste al ribasso. ⑶ Gli economisti delle istituzioni hanno già abbassato le previsioni di rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale Europea: il tasso swap sull'inflazione a un anno della zona euro è sceso dal quasi 3,90% di un mese fa al 2,45%, mentre quello biennale del Regno Unito è tornato ai livelli prebellici; il mercato dei tassi d'interesse prevede un solo ulteriore rialzo della Bank of England quest’anno, ben al di sotto delle tre volte previste alcuni mesi fa. ⑷ Anche il calo del prezzo del petrolio ha alleviato le pressioni di inasprimento delle politiche monetarie a livello globale. Pur con lo yen giapponese prossimo ai minimi di 40 anni, il Giappone non è intervenuto sul mercato dei cambi, in parte poiché il prezzo del petrolio è oggi molto più basso rispetto all’ultima volta in cui fu effettuato un intervento. Il ciclo di feedback negativo tra cambio e inflazione che affligge i paesi asiatici importatori di energia potrebbe quindi essere finalmente interrotto.
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